Bullismo e cyberbullismo: argomenti del secondo appuntamento ZITTO?NO!

Il 23 marzo il progetto del comune di Anguillara Sabazia ZITTO?NO! Edance method per il sociale è giunto al suo secondo appuntamento affrondtando il tema del Bullismo e cyberbullismo.

E’ stato patrocinato da Comune di Anguillara Sabazia. Inoltre ha avuto la collaborazione dell’Associazione Lo Sguardo di Handala, il supporto della sezione Roma Trionfale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, la partecipazione della Croce Rossa Italiana – Comitato di Sabatino e la media partnership di TuaCityMag. Il progetto è supportato e coadiuvato dalla Palestra Be First.

Poco dopo, alle 17:00, presso l’ex consorzio di Anguillara Sabazia ha avuto inizio la conferenza con la proiezione della video intervista fatta sul bullismo e il cyberbullismo in cui bambini e ragazzi si sono espressi circa questa triste realtà, proponendo il loro punto di vista e le loro soluzioni al problema.

A seguire, la coreografia realizzata con la didattica dell’Edance Method, nella quale bambini e ragazzi hanno riproposto con grande coraggio un episodio si bullismo.

Una bambina di 10 anni viene accerchiata da un gruppo di bulli più grandi di lei che con prepotenza, la spintonano, la prendono in giro, fino a farla cadere a terra.
La scena è stata intensa e ha coinvolto tutti i presenti…

I ballerini hanno rappresentatom il suo stato d’animo interpretando le sue emozioni: tristezza, solitudine, inadeguatezza, impotenza, frustrazione.

La “vittima”, la ballerina Rebecca,  una mia allieva che con coraggio ha voluto interpretare questo ruolo, perchè nella realtà anche lei ha subito dei soprusi, ritrova la speranza.

Infatti, quando un piccolo gruppo di coetanei le si avvicina, dandole conforto e coraggio ritroverà il sorriso ed il coraggio di essere se stessa senza timore

I bulli torneranno a farsi vedere, ma stavolta la bambina non si sente sola e supportata dai suoi amici, invece di rispondere con la stessa violenza, porge la mano in segno di pace.

La bulla leader del gruppo, reagisce inizialmente ridendo, ma quando si vedrà porgere le mani di tutti gli altri bambini a supporto della loro amica, cede e accoglie la tregua.

L’unione fa la forza.

Questa è la loro risposta al bullismo.

Dopo l’emozionante spettacolo, i vari relatori hanno contribuito ad arricchire l’evento, dando importanti spunti di riflessione ed informazioni sulle varie realtà di aiuto a cui ci si può rivolgere.

Eleonora Luongo, volontaria della Croce Rossa italiana, ha portato ad esempio la storia di Andrea, un ragazzo di soli 14 anni, che si è adoperato alla sensibilizzazione al bullismo parlando ai suoi stessi coetanei.

A seguire l‘avvocato e mediatrice familiare Daniela Orlandi ha illustrato i provvedimenti di legge rispetto al bullismo.

La psicologa forenze Elisa Leila Sozio ha fatto un quadro molto chiaro sugli aspetti psicologici del bullo e del bullizzato, ed ha condiviso con noi un video molto toccante di un ragazzo da lei seguito, vittima di bullismo.

Gianmarco, circa 12 anni, con grande forza, sensibilità e maturità invita tutti a riflettere: “cosa fareste al mio posto?” E conclude: “da oggi la mia mano non si alzerà più per difendermi da te, ma per camminare con te!”

La meraviglia di questo bambino, risiede nel fatto che nonostante abbia subito episodi di bullismo, lui crede ancora in un mondo diverso e nella capacità d’amore dell’essere umano.

L’ultimo intervento è stato quello della Counselor ad approccio olistico ed esperta in comunicazione Federica Di Filippo che con il supporto delle slide ha affrontato il tema della gentilezza.

Infatti ha sottolineato, attraverso un video   la potenza insita in questo gesto  e come la gentilezza può contaminare positivamente tutti.
E’ stato molto divertente il gioco esperienziale dei cestini in cui ha coinvolto un bambino ed una ragazza: a turno hanno pescato un biglietto dal cestino che lei gli porgeva.

Un messaggio era disarmornico ed esprimeva insulti e violenza verbale. L’altro messaggio era armonico ed esprimeva supporto ed incoraggiamento.

E’ stato interessante ascoltare la ragazza ed il bambino coinvolti nel gioco: hanno espresso le loro diverse emozioni nel sentirsi insultati e nel sentirsi incoraggiati.

Curioso anche il disagio che hanno dichiarato di provare  nel dire l’insulto e il piacere sentito nel esprimere bellezza con le proprie parole.

A chiusura degli interventi, ho chiesto a tutti i bambini e i ragazzi presenti in sala di sedersi con me a terra, facendo un semicerchio.

Si è aperto un dibattito, in cui hanno potuto esprimere le loro idee, le loro difficoltà rispetto alla realtà del bullismo o condividere le proprie esperienze.

Gli interventi dei ragazzi e dei bambini sono stati preziosi e spunti di grande riflessione per noi adulti.

Silvia, 14 anni, la ragazza che nella coreografia si era fatta interprete della bulla leader ha raccontato di quanto le fosse successo da bambina e di come è stato prezioso per lei, poter ritrovarsi oggi ad interpretare quello che ieri era il suo carnefice.

Ha raccontato della solitudine provata e della frustrazione che le attanagliava il cuore: “ho creduto di meritare ciò che stavo subendo”.

Oggi invita chiunque subisca episodi di bullismo di abbandonare totalmente questa credenza e di chiedere aiuto agli amici, che per lei sono stati un’ancora di salvezza.

Elisa, 18 anni ha parlato della difficoltà che si ha in alcuni casi nell’aiutare il bullizzato, perchè il bullizzato stesso non permette di essere aiutato, chiaramente sfiduciato ormai nei confronti del prossimo.

Salvatore, sette anni: “non fare agli altri ciò che non vuoi venga fatto a te”.

Elena, 17 anni, riconosce la fragilità che c’è dietro la maschera del bullo, parlando della disconnessione dal proprio cuore e dalle proprie emozioni.

E parlando di emozioni, ho concluso l’evento coinvolgendo tutti in un esercizio di Edance Method: ascolto musicale emotivo.

Ho invitato bambini, ragazzi, genitori e i relatori stessi a creare un grande cerchio e a prendersi per mano.  Ho scelto due tracce molto differenti tra loro: una molto melodica ed una molto ritmata. Emozioni di ogni colore hanno illuminato quel cerchio.

Tante mani unite, tanti cuori connessi, tanti esseri umani che quel momento sono riusciti a esprimere le loro emozioni attraverso i loro corpi.

Il mio invito è stato solo uno:

“balla come senti, balla come sei”.